Blockchain

Cosa è la blockchain? Perché viene sempre inclusa quando si parla di criptovalute? Come funziona? Quali applicazioni può avere? In questa pagina, cercheremo di rispondere a tutte le principali domande sull’argomento. Prenderemo come esempio la blockchain del progetto Bitcoin.

Se ne parla con sempre maggiore frequenza, per merito del successo strabiliante di Bitcoin e delle altre criptovalute in continua ascesa di valore. Ma cos’è esattamente una blockchain? Come funziona il meccanismo che regola il nuovo universo delle transazioni online e che permette a monete non emesse da alcuna banca centrale né basate su uno scambio con un bene prezioso e reale di accumulare valore e, come nel caso specifico di Bitcoin, di registrare una crescita del 1700% in meno di un anno?

Ovviamente dietro alle più semplicistiche spiegazioni di funzionamento si muove una tecnologia estremamente evoluta, frutto di anni di ricerche e intuizioni geniali, capaci di prevedere le evoluzioni del futuro sulla base del presente; tuttavia, proprio partendo dal nome e dalla definizione è possibile tratteggiare sinteticamente il blockchain, il suo campo di azione e le infinite prospettive di utilizzo.

In cosa consiste una blockchain

Una possibile traduzione dall’inglese ci offre il termine “catena di blocchi”: la blockchain può essere infatti schematicamente rappresentato come un trenino di informazioni.

Ogni nuovo vagone si attacca al precedente arricchendo e allungando la catena, e rimanendo a bordo di questo treno digitale è possibile osservare i dati presenti su tutte le altre carrozze, in ogni momento e in contemporanea a tutti gli altri viaggiatori. Ogni modifica che interviene su ogni piccolo pezzo della catena è condivisa e quindi visualizzabile da tutti i viaggiatori, e cioè da tutti gli utenti tra loro connessi dalla blockchain.

E cosa porta questo treno digitale? Come già detto, il contenuto è composto da dati, di qualsiasi tipo e caratteristica: la catena di blocchi che unisce diversi centri di informazione tra loro è allora, a tutti gli effetti, un database condiviso, caratterizzato da una decentralizzazione che ne costituisce la precipua identità fisica e che ne determina i vantaggi peculiari rispetto ad ogni altro tipo di scambio di informazioni. Non essendo i dati contenuti in un archivio centrale ma diffusi in una rete connessa, condivisa e aggiornata, il controllo sui dati sensibili può essere effettuato a ogni momento da tutti, e le modifiche che intervengono sui contenuti sono aggiornate in tempo reale determinando la velocità e accuratezza dello scambio di informazioni.

Facciamo un passo indietro, e confrontiamo un vecchio sistema di archiviazione e utilizzo di dati con la nuova tecnologia introdotta dalla blockchain, usando come esempio la mappa catastale di un immobile. Al giorno d’oggi la struttura di un appartamento, le misure e la divisione interna dei locali è codificata in una cartina e conservata in un archivio fisico, il catasto. Un professionista disegna l’immagine di un immobile su carta e l’originale è trattenuto, per ogni uso ufficiale, nei cassetti di un ufficio o, più recentemente, tra i file digitalizzati protetti. Certamente questa mappa può essere visionata, riprodotta, fotocopiata, ma sarà sempre l’originale conservato al catasto a fare fede; anche nel caso di modifiche reali, apportate all’immobile, la “verità” è quella conservata nel documento, e per spostare un muro, aprire una nuova finestra o cambiare la destinazione d’uso dei locali occorre prima variare la pianta o certificarne l’avvenuta modifica.

La tecnologia blockchain taglia molti di questi processi riducendoli all’osso: innanzitutto elimina del tutto l’archivio centrale, perché le informazioni e i dati non sono conservati in un luogo fisico o in un solo archivio remoto, bensì condivise da tutti i partecipanti alla catena, i cosiddetti nodes. Ogni node conserva a ogni istante le stesse informazioni di tutti gli altri e quando un cambiamento avviene, tutti i nodes lo visualizzano allo stesso momento.

Il database operante in blockchain non è archiviato in un singolo luogo, e ciò comporta che le informazioni sono realmente pubbliche e facilmente verificabili. Chiunque può accedervi su internet, e essendo condivise da milioni di computer simultaneamente, allontanano il rischio di attacchi pirata o violazioni hacker.

Il concetto alla base di questo strumento è il fondamento della rivoluzione digitale e informatica del ventesimo e ventunesimo secolo: la rete. Nel caso della blockchain, ad essere collegati sono i singoli computer, strumenti dei centinaia di milioni di utenti interconnessi, denomati nodes. Per poter funzionare il node riceve una copia della blockchain, scaricabile automaticamente non appena si aderisce alla rete. Ogni “nodo” della catena è quindi amministratore della blockchain, e per il fatto stesso di partecipare alla rete acquista il diritto e la possibilità di ottenere Bitcoin, attraverso la risoluzione di complicati calcoli computazionali. Ma se qualche anno fa l’uso praticamente esclusivo della tecnologia blockchain era monopolizzato da Bitcoin, evolvono oggi in continuazione nuovi sviluppi di utilizzo dello strumento, a fianco dell’amministrazione e circolazione della criptovaluta.

Sono le sue stesse caratteristiche e vantaggi, comunque, a indirizzare principalmente questo network di condivisione decentralizzata verso l’uso finanziario: la blockchain non richiede un amministratore remoto, essendo una comunità estesa e posta sotto il controllo degli stessi utenti, attraverso il legame già sperimentato in rete del peer-to-peer. Mancando di un’autorità centrale, ha le potenzialità per essere accettata e legittimata universalmente, bypassando ogni possibile intermediario, riducendo quindi costi e tempi delle transazioni che sono poste sotto l’avallo e la protezione degli operatori stessi.

Una delle possibili applicazioni riguarda, ad esempio, le rimesse internazionali: una stima della Banca Mondiale quantifica i trasferimenti di somme nel solo 2015 in oltre 430 miliardi di dollari. È facile immaginare la convenienza di tagliare ogni possibile passaggio intermedio su questa partita, sviluppando inoltre interfaccia immediate, che nella tecnologia blockchain sono le cosiddette applicazioni wallet, e che permettono non solo di trasferire e accumulare criptovalute ma anche acquistare beni con Bitcoin e simili.

Come abbiamo visto, diffondendo i dati raccolti tra tutti i nodi della propria rete, la blockchain elimina il rischio di conservare centralmente le informazioni sensibili presso un vulnerabile archivio remoto, facile preda di attacchi informatici. È ovvio che, basandosi su internet, anche la blockchain debba fare i conti con problemi di sicurezza e protezione, ovviati con l’uso di tecnologie crittografiche.

Alla base del loro funzionamento si trovano chiavi di ingresso (keys), sia pubbliche che private. Una stringa casuale di numeri costituirà il codice identificativo di un particolare utente della blockchain (public key), mentre l’accesso personalizzato alla gestione del proprio portafoglio di criptovalute sarà garantito da una password, private key.

Fino a oggi gli strumenti a disposizione della blockchain hanno funzionato perfettamente, e la massa di operazioni effettuate con Bitcoin nel 2016 ha generato una media di operazioni pari a oltre 200mila dollari al giorno. Le prospettive di crescita sono enormi e puntano a ottimizzare trasparenza e efficacia della transazioni di valore in tutto il mondo, oltre l’attuale rappresentazione tradizionale delle istituzioni della finanza, e creare nuovi orizzonti in terreni diversi. Il modello basato su trasparenza decentralizzata che fa funzionare Bitcoin e le altre criptovalute è infatti applicabile a molteplici settori, che andiamo qui ad elencare.

Smart contracts

Istruzioni condivise consentono la realizzazione di semplici contratti attuabili automaticamente al verificarsi di specifiche condizioni. Nell’esempio di un contratto derivato, che si perfezioni e completi quando uno strumento finanziario raggiunge una certa condizione, la tecnologia blockchain può autorizzare senza intermediari il pagamento.

Economia diffusa

Tutti conosciamo il successo mondiale di esperienze di economia diffusa, come Uber e AirBnb. Al momento, tuttavia, nei due casi  presi ad esempio, è ancora necessario l’intervento di un intermediario. Consentire i pagamenti peer-to-peer, la blockchain può aprire le porte a una diretta interazione tra le parti, con il risultato di creare una vera economia diffusa decentralizzata.

Crowdfunding

L’interesse del pubblico verso le campagne di crowdfounding esprime la volontà diffusa di partecipare in modo diretto allo sviluppo dei prodotti e al loro finanziamento. Il sistema basato sulla tecnologia blockchain presenta le caratteristiche per sviluppare iniziative di cooperazione dal basso, non mediate e che coinvolgano direttamente i finanziatori, creando così anche della “responsabilità diffusa”.

Governance

Persino il processo decisionale, ad ogni livello, potrebbe beneficiare di una tecnologia completamente trasparente e accessibile pubblicamente. La governance di una compagnia, trasportata sulla rete della blockchain, eliminerebbe il rischio di decisioni prese senza controllo e verifica, e non accessibili al pubblico.

Rintracciamento dei prodotti

Le posizioni etiche personali influenzano in modo sempre più preponderante le scelte dei consumatori. Un sistema decentralizzato e trasparente di trasmissione delle informazioni potrebbe verificare in modo agevole le affermazioni dei produttori. Un catena che rintracci l’origine del prodotto offerto, la data e il luogo di confezionamento, e che sia accessibile pubblicamente, può aumentare il beneficio per i consumatori e facilitarne le scelte.

Archiviazione dei documenti

Una tecnologia che differenzi la distribuzione di dati e documenti, decentralizzandola da un archivio centrale e spalmandola sull’intera rete, genera chiari vantaggi contro il rischio di hackeraggio o perdita. Anche la velocità di streaming e di trasferimento dei file trarrebbe immediati benefici da un network partecipato e distribuito di archiviazione.

Diritti di proprietà intellettuale

Come è risaputo, le informazioni digitali possono essere riprodotte in misura infinita e distribuite largamente grazie a internet. Se da una parte questo fenomeno ha generato per i navigatori del web una miniera di contenuti gratuiti, non è riuscito d’altronde a tutelare i legittimi titolari di copyright e di diritti intellettuali, pesantemente svantaggiati. Diverse esperienze di trasmissione di contenuti e musica regolata da pagamenti e distribuzione peer-to-peer mostrano come questo possa diventare presto uno degli sbocchi più diffusi di utilizzo della blockchain.

Energie rinnovabili

Combinare energia pulita, prodotta dai pannelli solari e messa in rete, con la tecnologia blockchain che si basa proprio sul concetto di rete: è l’idea alla base di diversi progetti pilota basati sulla piattaforma Ethereum. Il raggiungimento di una produzione in eccesso di energia da pannelli solari autorizza automaticamente la redistribuzione in rete del surplus e il pagamento dell’energia prodotta secondo le tariffe concordate.

Verifica dell’identità

Sono allo studio numerose applicazioni della tecnologia blockchain per ridurre i rischi di sicurezza legati al controllo delle identità. Con l’aumento delle transazioni online e del volume globale di vendite sul web, diventa sempre più necessario un sistema di verifica efficace che possa bypassare le difficoltà di cooperazione tra governi e istituzioni private.

Informazioni personali

Oggi le piattaforme social come Facebook offrono l’uso gratuito delle proprie applicazioni in cambio di informazioni personali degli utenti registrati. In futuro, saranno gli utenti stesso ad avere la capacità e il potere di amministrare i proventi generati dalla loro attività social. Molto probabilmente, in questo tipo di transazioni saranno coinvolte le criptovalute e la blockchain che le rende possibili.

Registro del catasto

Abbiamo visto prima il confronto tra un vecchio sistema, adottato dalle amministrazioni per la conservazione del registro del catasto, e le novità introdotte dalla blockchain. Una delle sue possibili applicazioni, ancora in fase sperimentale in Svezia e Georgia, prevede proprio la decentralizzazione dell’archivio di documenti di possesso di immobili e terreni attraverso la catena blockchain.

Mercato azionario

Il potenziale di crescita di efficienza nella compravendita di azioni suggerisce l’adozione di tecnologia blockchain. Se realizzate con modalità peer-to-peer, infatti, le transazioni azionarie avvengono in modalità praticamente istantanea. Ciò comporterebbe l’eliminazione dal processo degli intermediari, con un immediato risparmio di costi e tempi.
Diverse piazze azionarie hanno già avviato prototipi e modelli di scambio basati sulla blockchain. Tra queste vi è ad esempio Linq, la piattaforma per lo scambio di mercato privato operante sul Nasdaq.