Bitcoin: La Guida Completa per Principianti e Esperti 2026
Tutto quello che devi sapere su Bitcoin: dalla storia alla tecnologia blockchain, come comprare BTC su eToro e altri exchange, conservarlo in sicurezza e gestire le tasse in Italia.
Bitcoin: La Guida Completa 2026
Se sei qui è perché hai sentito parlare di Bitcoin. Magari troppo. Dal 2009 questa criptovaluta ha fatto più rumore di una discoteca sotto casa il sabato sera.
Nel 2013 un collega mi disse di comprarne un po’. Non l’ho fatto. Fine della storia triste. Adesso eccomi qui a spiegarti tutto quello che so, sperando che tu sia più furbo di me.
Se hai fretta: il modo più semplice per comprare Bitcoin oggi in Italia è aprire un conto su eToro, depositare con bonifico o carta, e comprare BTC in pochi minuti. È la piattaforma che uso di più perché è regolamentata, ha un’interfaccia chiara e ti permette di iniziare con poco. Ma se vuoi capire davvero cosa stai comprando, continua a leggere.
Cosa Trovi in Questa Guida
Partiamo dalle basi (cos’è, come funziona) fino ad arrivare alle cose pratiche: dove comprarlo senza farsi fregare, come conservarlo, e sì, anche come pagare le tasse. Perché l’Agenzia delle Entrate non scherza.
Se hai fretta, salta direttamente alla parte che ti interessa. Non mi offendo.
Cos’è Bitcoin e Come Funziona
Bitcoin è denaro digitale. Punto.
Ma non è il denaro digitale che hai sul conto in banca. Quello è solo un numero su un database che la banca può congelare quando vuole (chiedilo a chi ha avuto il conto bloccato).
Bitcoin invece funziona senza banche. È come avere contanti, ma su internet. Nessuno può bloccartelo, nessuno può stamparne di più quando gli pare, nessuno può dirti come spenderlo.
Perché è diverso da tutto il resto
Non c’è un capo. Letteralmente. Non esiste l’ufficio di Bitcoin, non c’è un CEO, non c’è una banca centrale. Funziona perché migliaia di computer nel mondo tengono tutti la stessa contabilità.
Tutti vedono tutto. Ogni transazione è pubblica. Ma è come vedere che l’appartamento 3B ha pagato 100 euro di condominio senza sapere chi abita al 3B.
Ce n’è una quantità fissa. 21 milioni di Bitcoin. Basta. Non uno di più. Mai. È matematica, non politica. Questo è il punto che la gente sottovaluta: mentre l’euro perde potere d’acquisto ogni anno con l’inflazione, Bitcoin ha un’emissione che si dimezza ogni quattro anni e poi si ferma del tutto. Non è oro digitale per modo di dire.
È dannatamente sicuro. Per hackerarlo servirebbe più elettricità di quella che consuma la Svizzera. Non è un’esagerazione: la potenza computazionale che protegge la rete Bitcoin oggi è più grande di qualsiasi supercomputer al mondo.
Blockchain: Come Funziona la Tecnologia di Bitcoin
La blockchain è il registro dove sono scritte tutte le transazioni Bitcoin dal 2009 a oggi. Immagina il libro contabile del tabaccaio, ma invece di essere uno solo, ce ne sono migliaia di copie identiche sparse per il mondo.
In pratica
Ogni 10 minuti circa succede questo: la gente si manda Bitcoin, queste transazioni vengono raccolte in un “blocco”, migliaia di computer verificano che siano legittime, il blocco viene aggiunto alla catena di blocchi precedenti, e da quel momento non si torna più indietro.
È come giocare a Jenga al contrario: ogni pezzo aggiunto rende la torre più solida, non più traballante.
Perché nessuno può barare
Per cambiare una transazione passata dovresti convincere più della metà dei computer del mondo, riscrivere tutta la storia da quel punto in poi, e farlo prima che se ne accorgano gli altri. Più facile vincere al Superenalotto. Tre volte di fila.
C’è un dettaglio tecnico che vale la pena sapere: ogni blocco contiene un codice crittografico (chiamato hash) che dipende dal blocco precedente. Se cambi anche un solo carattere in un vecchio blocco, tutti quelli dopo diventano invalidi. È come se ogni pagina del registro fosse sigillata con ceralacca che include l’impronta della pagina prima.
Storia di Bitcoin: Dal 2009 a Oggi
2008: Il Grande Casino Finanziario
Ottobre 2008. Le banche stanno fallendo, i governi stampano soldi come fossero volantini. Un tizio anonimo chiamato Satoshi Nakamoto pubblica 9 pagine che dicono: “Ho creato soldi che nessun governo può controllare”.
La gente: “Sei matto”. Satoshi: “Forse”.
2009-2012: L’Era dei Pionieri (e dei Pazzi)
2009: Bitcoin vale zero. La gente lo minava per gioco sul portatile di casa.
2010: Un americano compra due pizze per 10.000 Bitcoin. Oggi valgono centinaia di milioni di euro. Ogni anno il 22 maggio i bitcoiner celebrano il “Pizza Day”. È tragicomico.
2011: Bitcoin arriva a 1 dollaro. I media: “È una bolla!”
2012: Continua a salire. I media: “È proprio una bolla!” Intanto Satoshi è sparito, lasciando il progetto in mano alla community.
2013-2017: Il Rodeo Selvaggio
2013: Bitcoin tocca 1.000 dollari. Tutti impazziscono. Poi crolla. I media: “Ve l’avevamo detto!”
2014: Mt. Gox, il più grande exchange dell’epoca, dichiara: “Abbiamo perso 850.000 Bitcoin”. Come fai a perdere 850.000 Bitcoin? Gestione pessima, zero sicurezza, un disastro annunciato. È il motivo per cui oggi tutti ripetono “not your keys, not your coins” — se i Bitcoin stanno sull’exchange, non sono davvero tuoi.
2017: La follia totale. Bitcoin a 20.000 dollari. Nonne che comprano crypto. Ragazzini che diventano milionari. ICO dappertutto, il 90% delle quali truffe. Poi il crollo.
2018-2024: La Maturità (Più o Meno)
2018: Bitcoin a 3.000 dollari. “È morto” dicono tutti. (Spoiler: non era morto)
2020: Le aziende iniziano a comprare. Tesla, MicroStrategy. “Forse non è così stupido” dicono i critici.
2021: Bitcoin a 69.000 dollari. Nice.
2022: Crollo di FTX. Sam Bankman-Fried arrestato. “È morto di nuovo”. (Spoiler: ancora no)
2024: Approvati gli ETF spot su Bitcoin negli USA. BlackRock, Fidelity e i più grandi gestori patrimoniali del mondo iniziano a offrire esposizione a Bitcoin. È un cambio di paradigma: il mondo finanziario tradizionale ha smesso di ridicolizzare Bitcoin e ha iniziato a venderlo.
2025-2026: Dove Siamo Oggi
Eccoci qui. Bitcoin ancora vivo. Gli ETF hanno portato miliardi di dollari di nuovo capitale. MicroStrategy continua ad accumulare. Il dibattito non è più “se” Bitcoin avrà un ruolo nel sistema finanziario, ma “quanto grande” sarà quel ruolo.
I media? Ancora confusi. La storia continua.
Come Comprare Bitcoin in Italia nel 2026
Vuoi comprare Bitcoin? Bene. Male? Dipende. Ecco come farlo senza finire nelle grinfie di qualche truffatore.
Dove Comprarlo
Gli exchange sono piattaforme online dove compri e vendi crypto. Ce ne sono decine, ma in Italia quelli che funzionano davvero senza farti impazzire sono pochi.
Personalmente, la piattaforma che consiglio più spesso — soprattutto a chi inizia — è eToro. Il motivo è semplice: l’interfaccia è pulita e intuitiva, puoi comprare Bitcoin (e volendo anche azioni e ETF) dalla stessa piattaforma, accetta bonifico e carta senza commissioni nascoste sul deposito, ed è regolamentata da CySEC. Inoltre ha una funzione di copy trading che per chi è alle prime armi è interessante: puoi copiare automaticamente le operazioni di trader esperti e capire come si muovono. Non è perfetta — il conto è in dollari quindi c’è un piccolo spread sulla conversione — ma per semplicità e affidabilità è difficile fare di meglio.
Altre piattaforme valide:
Coinbase — L’iPhone degli exchange. Semplice, pulito, quotato in borsa. Le commissioni sono un po’ alte con il piano base, ma con Coinbase Advanced (gratuito) scendono parecchio. Buona scelta se vuoi solo comprare e tenere.
Kraken — Per quelli che sanno già cosa fanno. Ha commissioni tra le più basse del settore, ottima sicurezza (non è mai stato hackerato), e un servizio clienti sorprendentemente reattivo. Ma l’interfaccia non è immediata.
Young Platform — Italiano, di Torino. Se hai problemi puoi chiamarli e ti rispondono in italiano. Non è poco. Commissioni un po’ alte, ma la comodità di un supporto nella tua lingua ha un valore.
Come Pagare
Bonifico SEPA: lento (1-2 giorni lavorativi) ma economico. È il metodo che consiglio sempre. Quasi tutti gli exchange non applicano commissioni sul deposito via bonifico. Su eToro il deposito minimo è 50$.
Carta di debito/credito: immediato ma caro. Ti portano via il 2-4% tra commissioni della piattaforma e della tua banca. Va bene se hai fretta e non ti importa spendere qualche euro in più.
PostePay: alcuni exchange la accettano come una normale carta. Se ce l’hai già, può essere comodo. Ho scritto una guida dedicata: Come usare PostePay per comprare Bitcoin.
ATM Bitcoin: ce ne sono a Milano, Roma, Torino e qualche altra città. Commissioni altissime (5-10%). Solo per chi ha bisogno di comprare senza documenti e in contanti, ma con limiti bassi.
Come Si Fa in Pratica
Il processo è più o meno lo stesso ovunque. Ti registri con email e password, mandi i documenti per la verifica d’identità (carta d’identità o passaporto, a volte un selfie), aspetti che ti approvino (su eToro di solito è questione di minuti, su altri exchange può volerci un giorno o due), depositi i soldi, e compri Bitcoin.
Un dettaglio importante: la verifica d’identità (KYC) è obbligatoria per legge su tutti gli exchange regolamentati. Se trovi una piattaforma che non la chiede, scappa. Non è un vantaggio, è un segnale d’allarme.
Per un confronto dettagliato tra le piattaforme disponibili in Italia: Quali exchange usare in Italia.
Migliori Wallet Bitcoin: Dove Conservare i Tuoi BTC
Hai comprato Bitcoin? Ottimo. Ora devi metterli da qualche parte. E qui bisogna fare una distinzione fondamentale.
La differenza tra custodial e non-custodial
Quando compri Bitcoin su un exchange come eToro, Coinbase o Kraken, la piattaforma tiene i Bitcoin per te. Tu vedi il saldo nel tuo account, ma le chiavi crittografiche — quelle che dimostrano la proprietà — sono nelle mani dell’exchange. Questo si chiama “custodial”: qualcun altro custodisce i tuoi fondi.
È comodo? Assolutamente. È rischioso? Dipende dall’exchange. Mt. Gox è fallito nel 2014. FTX è fallito nel 2022. In entrambi i casi la gente ha perso tutto. Gli exchange regolamentati di oggi sono molto più sicuri, ma il rischio zero non esiste.
L’alternativa è un wallet “non-custodial”, dove le chiavi sono solo tue. Nessuno può bloccarti, nessuno può sequestrarti i fondi. Ma se perdi le chiavi, perdi tutto. Non c’è un numero verde da chiamare.
Wallet mobile (per il quotidiano)
Sono app sul telefono che generano le tue chiavi e ti permettono di mandare e ricevere Bitcoin. Per piccole somme — diciamo fino a qualche centinaio di euro — vanno benissimo.
I migliori secondo me: BlueWallet (semplice, open source, supporta Lightning Network) e Electrum (più tecnico, personalizzabile, in giro dal 2011). Entrambi gratuiti.
Hardware wallet (per le cose serie)
Se hai più di 500-1000 euro in Bitcoin, ti serve un hardware wallet. È una chiavetta USB speciale che tiene le tue chiavi crittografiche offline. Anche se il tuo computer è pieno di virus, i Bitcoin restano al sicuro perché le chiavi non escono mai dal dispositivo.
Ledger Nano S Plus (circa 80 euro) o Trezor Model One (circa 70 euro) sono le scelte più popolari. Costano quanto una cena fuori, ma proteggono potenzialmente migliaia di euro.
Il seed: le 12-24 parole che valgono tutto
Quando configuri un wallet non-custodial, ti vengono date 12 o 24 parole in inglese. Questa sequenza è la tua chiave maestra. Con quelle parole puoi recuperare i tuoi Bitcoin da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento, per sempre.
Se le perdi, perdi i Bitcoin. Se qualcuno le vede, può rubarti tutto. Scrivile su carta (non su computer, non sullo smartphone, non su una foto nel cloud), mettile in un posto sicuro, e non dirle a nessuno. Sul serio. Nessuno.
Cosa conviene fare in pratica
Per chi inizia, il mio consiglio è pragmatico: tieni i Bitcoin sull’exchange se si tratta di piccole somme e se la piattaforma è seria e regolamentata. Se accumuli una cifra che inizia a essere importante per te, compra un hardware wallet e trasferisci lì. Non c’è una soglia giusta per tutti — dipende da quanto quei soldi contano per te.
Vuoi saperne di più? Leggi quale wallet usare in Italia.
Sicurezza Bitcoin: Come Proteggere i Tuoi Fondi
Qualunque metodo di custodia tu scelga, la sicurezza dipende al 90% da te. Ecco le regole fondamentali che chiunque possieda Bitcoin dovrebbe seguire.
Le regole d’oro
- Non condividere mai il seed (le 12-24 parole): chi le ha, ha i tuoi Bitcoin. Nessun servizio legittimo te le chiederà mai.
- Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA) su ogni exchange e wallet, preferibilmente con un’app come Google Authenticator (non SMS, che è vulnerabile al SIM swap).
- Verifica sempre l’indirizzo prima di inviare Bitcoin: copia-incolla e controlla le prime e ultime cifre. Un errore e i fondi sono persi per sempre.
- Fai backup multipli del seed su carta, in posti diversi. Mai in digitale, mai in foto sul cloud.
- Usa password uniche per ogni piattaforma e un password manager.
Truffe comuni da evitare
Phishing: email o siti clonati che sembrano identici all’exchange originale. Controlla sempre l’URL nella barra del browser prima di inserire le credenziali.
Schemi Ponzi: qualsiasi servizio che promette rendimenti garantiti (“raddoppia i tuoi Bitcoin”) è una truffa. Senza eccezioni.
Fake giveaway: “Invia 1 BTC e ricevi 2 BTC” è sempre una truffa, anche se il messaggio sembra venire da Elon Musk o da qualche personaggio famoso.
Se vieni truffato: documenta tutto con screenshot, contatta l’exchange se coinvolto, e denuncia alla Polizia Postale.
Mining Bitcoin in Italia: Conviene nel 2026?
Il mining è il processo con cui vengono creati nuovi Bitcoin e validate le transazioni. I computer fanno a gara per risolvere puzzle crittografici: chi vince per primo aggiunge il blocco alla blockchain e incassa la ricompensa (attualmente 3.125 BTC, dopo l’halving del 2024).
Perché in Italia è una pessima idea
L’unica variabile che conta davvero nel mining è il costo dell’elettricità. In Italia paghiamo circa 0.25 euro per kWh. In Texas pagano 0.05. In Kazakhstan 0.03. Un macchinario ASIC per minare Bitcoin (tipo un Antminer S21, che costa sui 5.000-7.000 euro) consuma circa 3.500 watt — come tre asciugacapelli accesi 24 ore su 24.
Fai il conto: 3.5 kW x 24 ore x 30 giorni x 0.25 euro = 630 euro al mese solo di corrente. A seconda della difficulty e del prezzo di Bitcoin, potresti minare Bitcoin per un valore di 400-500 euro al mese. Quindi ci perdi.
Un mio conoscente ci ha provato nel 2021. Ha speso 8.000 euro di macchinari, ha minato per 6 mesi, ha guadagnato 500 euro. Poi la moglie l’ha cacciato di casa per il rumore (un ASIC fa lo stesso rumore di un aspirapolvere industriale, sempre acceso).
L’alternativa intelligente
Se il mining ti affascina come concetto ma vuoi fare soldi, la risposta è semplice: prendi quei 5.000-10.000 euro che spenderesti in macchinari e comprali direttamente in Bitcoin. Avrai più Bitcoin e zero mal di testa.
Se proprio vuoi sapere come funziona nel dettaglio: Mining Bitcoin da Casa. Ma poi non dire che non ti avevo avvisato.
Strategie di Investimento Bitcoin: DCA, HODL e Trading
Parliamo di soldi veri. Ci sono fondamentalmente tre modi per approcciare Bitcoin come investimento, e solo due hanno senso per la maggior parte delle persone.
Il DCA (Dollar Cost Averaging): la strategia noiosa che funziona
Metti 100 euro al mese in Bitcoin, sempre, qualunque sia il prezzo. A gennaio costa tanto? Compri meno Bitcoin. A marzo crolla? Compri più Bitcoin. Nel tempo, il tuo prezzo medio si appiattisce e ti protegge dalla volatilità.
È la strategia più noiosa del mondo, e storicamente è quella che ha funzionato meglio per il 99% delle persone. È come andare in palestra: la costanza paga più dell’intensità. Non diventerai ricco in un mese, ma neanche perderai il sonno quando il prezzo scende del 30%.
Su eToro puoi impostare acquisti ricorrenti automatici, il che rende il DCA ancora più facile: imposti l’importo, la frequenza, e te ne dimentichi.
L’HODL: compra e dimentica
HODL viene da un tizio ubriaco che nel 2013 scrisse male “hold” su un forum. È diventato il motto dei bitcoiner. Assurdo ma vero.
La strategia è semplice: compri Bitcoin, lo sposti su un wallet sicuro, e non lo tocchi per anni. Chi ha comprato nel 2013 e ha tenuto duro — attraverso crolli del 70%, 80%, 90% — oggi è seduto su rendimenti assurdi. Chi ha comprato al picco del 2017 e ha tenuto duro, pure. Persino chi ha comprato al picco del 2021 e ha aspettato, è in profitto.
Ovviamente il passato non garantisce il futuro. Ma Bitcoin è l’unico asset nella storia che è crollato del 80% almeno quattro volte e ogni volta ha raggiunto nuovi massimi storici. Questo non significa che succederà di nuovo, ma è un track record che nessun altro asset può vantare.
Il trading: come perdere soldi velocemente
Compri e vendi in continuazione cercando di indovinare i movimenti di prezzo. Le statistiche dicono che il 90-95% dei trader retail perde soldi. Il 5% che guadagna non te lo dice sui social (quelli che se lo dicono sui social di solito stanno vendendo un corso).
Se sei un principiante, il trading è il modo più veloce per trasformare 1.000 euro in 200. Non perché sia impossibile guadagnare, ma perché richiede competenze, disciplina emotiva e una tolleranza al rischio che la maggior parte delle persone non ha.
Quanto investire
Questa è la domanda da un milione di euro (letteralmente). Non esiste una risposta giusta, ma esiste una regola semplice: investi solo quello che puoi permetterti di perdere completamente senza che cambi la tua vita.
Per la maggior parte delle persone, questo significa dedicare a Bitcoin tra il 5% e il 15% del proprio portafoglio investimenti. Non il 100%. Non il 50%. Se qualcuno ti dice di mettere tutto in Bitcoin, sta cercando di venderti qualcosa.
Tasse Bitcoin Italia 2026: Aliquote e Dichiarazione
Le tasse sui Bitcoin in Italia sono un argomento che fa venire il mal di testa a molti, ma in realtà il concetto di base è semplice: se guadagni, paghi. Vediamo come funziona nel dettaglio, con le novità della Legge di Bilancio.
Come funziona la tassazione
Le criptovalute in Italia sono trattate come asset finanziari. L’imposta si applica sulle plusvalenze, cioè sulla differenza tra il prezzo a cui hai comprato e il prezzo a cui hai venduto. Se compri Bitcoin a 30.000 euro e lo vendi a 50.000 euro, paghi le tasse sui 20.000 euro di guadagno.
Aliquota attuale: 26% sui capital gain. Quindi su quei 20.000 euro di plusvalenza, devi 5.200 euro al fisco. Attenzione però: la Legge di Bilancio ha previsto un aumento dell’aliquota al 33% a partire dal 2026. Questo significa che se realizzi plusvalenze nel 2026, l’aliquota sarà più alta. È un cambiamento significativo di cui tenere conto nella pianificazione delle tue operazioni.
Quando scattano le tasse
Paghi le tasse solo quando “realizzi” il guadagno, cioè quando vendi Bitcoin (o lo usi per comprare qualcosa). Se compri Bitcoin e lo tieni senza venderlo, non devi nulla in termini di capital gain. Il semplice fatto che il valore salga non genera un obbligo fiscale — finché non vendi.
C’è poi la soglia di esenzione: le plusvalenze fino a 2.000 euro nell’anno fiscale non sono tassate. Al di sopra, si tassa l’intero importo.
Il Quadro RW e il monitoraggio
Indipendentemente da guadagni o perdite, se possiedi criptovalute devi dichiararle nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi. È un obbligo di monitoraggio fiscale. Non paghi tasse aggiuntive per la dichiarazione, ma se non lo fai rischi sanzioni.
Se le crypto sono detenute su exchange esteri (e quasi tutti lo sono, anche eToro ha sede a Cipro), devi anche pagare l’IVAFE: lo 0.2% annuo sul valore delle criptovalute al 31 dicembre. Sembra poco, e in effetti lo è — ma dimenticarsene costa caro in sanzioni.
Come calcolare le plusvalenze
Il metodo standard è il LIFO (Last In, First Out): si considera venduto per primo l’ultimo Bitcoin comprato. Se nel corso degli anni hai fatto tanti acquisti a prezzi diversi, il calcolo diventa complesso. Esistono software come CoinTracking, Koinly o il più recente YouHodler Tax che si collegano agli exchange e fanno il lavoro sporco per te.
Il mio consiglio spassionato: se hai fatto più di una decina di operazioni, rivolgiti a un commercialista che conosca le crypto. Costa 200-400 euro, ma ti evita errori che possono costare molto di più.
Per tutti i dettagli: Tasse Bitcoin in Italia — guida completa.
Previsioni Bitcoin: Il Futuro di BTC
Fare previsioni su Bitcoin è come fare previsioni sul meteo a luglio: tutti ci provano, nessuno ci azzecca. Ma possiamo guardare i trend in corso e ragionare.
Cosa sta succedendo di concreto
Gli ETF spot hanno cambiato tutto. Da quando sono stati approvati negli USA a gennaio 2024, miliardi di dollari sono affluiti in Bitcoin attraverso canali tradizionali. BlackRock da solo gestisce un fondo Bitcoin più grande della maggior parte degli hedge fund crypto. Questo significa che Bitcoin non è più solo roba da nerd o da speculatori: è entrato nei portafogli dei fondi pensione, delle assicurazioni, dei consulenti finanziari.
Lightning Network sta maturando. Per anni il limite di Bitcoin è stato la lentezza: 7 transazioni al secondo contro le migliaia di Visa. Lightning Network è un “secondo livello” che permette pagamenti istantanei e quasi gratuiti. Non è ancora perfetto, ma funziona. In El Salvador lo usano per comprare il caffè. In Italia qualche esercente inizia ad accettarlo.
La regolamentazione sta arrivando. MiCA (Markets in Crypto-Assets) è il regolamento europeo entrato in vigore che mette ordine nel Far West delle crypto. Per gli investitori è una buona notizia: più regole significano meno truffe, exchange più affidabili, e maggiore protezione. Per chi amava il lato anarchico di Bitcoin, meno.
Lo scenario che considero più probabile
Bitcoin si sta trasformando da asset speculativo a riserva di valore digitale. Non sostituirà l’euro o il dollaro per i pagamenti quotidiani (per quello ci saranno le CBDC e le stablecoin), ma diventerà un “oro digitale” che le persone e le istituzioni detengono come protezione dall’inflazione e dalla svalutazione monetaria.
Non mi aspetto che Bitcoin vada a zero, e non mi aspetto che vada a un milione di dollari domani. Mi aspetto cicli di crescita e crollo sempre meno estremi man mano che il mercato matura e la liquidità aumenta.
Ma ricorda: nessuno sa niente. Chiunque ti dica con certezza dove sarà il prezzo tra un anno sta mentendo — a te o a se stesso.
Conclusioni
Bitcoin è la tecnologia finanziaria più importante degli ultimi vent’anni. Non perché ti farà diventare ricco (potrebbe, ma potrebbe anche no), ma perché ha dimostrato che è possibile creare un sistema monetario che funziona senza fidarsi di nessuno.
Se dopo aver letto questa guida hai deciso di provare, il passo più semplice è aprire un conto su una piattaforma affidabile. eToro è quella che consiglio di più per iniziare: puoi comprare Bitcoin con 50 dollari, l’interfaccia è intuitiva, e se ti blocchi c’è il supporto in italiano. Ma qualunque piattaforma regolamentata va bene — l’importante è iniziare da poco, capire come funziona, e aumentare gradualmente.
Non mettere tutto in Bitcoin. Non comprare perché il tuo amico ha fatto il 300%. Non vendere nel panico quando crolla del 40%. Studia, capisci cosa stai comprando, e investi con un orizzonte di anni, non di giorni.
Per approfondire i temi toccati in questa guida:
- Quali exchange usare in Italia — confronto dettagliato tra le piattaforme
- Come comprare Bitcoin con PostePay — guida passo passo
- Quale wallet scegliere — proteggere i tuoi Bitcoin
- Tasse crypto in Italia — tutto sulla dichiarazione
Disclaimer: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Gli investimenti in criptovalute comportano rischi significativi e potresti perdere tutto il capitale investito. Investi sempre responsabilmente e solo con denaro che puoi permetterti di perdere.
Il 51% dei conti degli investitori retail perde denaro quando opera con i CFD con questo fornitore. Dovresti considerare se puoi permetterti di correre il rischio elevato di perdere il tuo denaro.